mia moglie frequenta locali scambisti non lo sapevo

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mia moglie frequenta locali scambisti non lo sapevo

TELEFONO EROTICO COPPIE SCAMBISTE 899 211 267

Per ovvi motivi non posso essere chiaro ed esplicito e man mano che andrò avanti col racconto comprenderete il motivo. Io sono Luca, mia moglie è Lorella. (naturalmente nomi di comodo) Da poco più di un anno frequentiamo un club dove ci scambiamo con altre coppie. Intendiamoci, un club ristretto e chiuso con 17 coppie socie delle quali, a seguitp prenotazioni, solo 5 coppie, ogni sabato, possono riunirsi. Questo perché nella villa privata dove ci si riunisce vi sono 5 camere da letto con tutti i confort e tutto il necessario; 5 coppie compresa la coppia proprietaria della villa la quale organizza e gestisce. A loro, infatti, ci si rivolge per prenotarsi entro giovedì sera di ogni settimana. Niente orge e niente richieste, gli scambi avvengono per sorteggio. Prima mi sembra doveroso dirvi chi siamo noi. Io, Luca, sono un uomo di 52 anni, giovanile, attraente, serio e molto innamorato di mia moglie. Solo due volte mi era capitato di tradirla, ma si è trattato solo di due scappatelle senza un seguito. Faccio l’assicuratore. Lorella, mia moglie, è una splendida donna di 50 anni con tutti gli attributi al posto giusto. Di classe, seria, intelligente e moglie e mamma esemplare. Non mi aveva mai tradito. E’ dirigente in un ufficio statale. Viviamo in una cittadina di provincia del sud. E’ successo tutto per caso. Naturalmente non faccio nomi. Stavo per chiudere l’ufficio quando squillò il telefono. Era un mio assicurato, che poi è anche il proprietario della villa. Io ero all’oscuro di tutto. Mi pregò di aspettarlo in quanto sarebbe passato per ritirare la polizza dell’auto. Con me era pure mia moglie la quale, nel pomeriggio era uscita con me: lei per fare acquisti ed io per andare in ufficio. Saremmo rientrati insieme. Non vi era una vera e propria amicizia, la sua era una delle famiglie aristocratiche della città, figuratevi che ci davamo del lei pur avendo quasi la stessa età. Rapporti cordiali e per me un buon cliente considerato che possedeva più auto più altre tipologie di assicurazioni. Fu molto gentile nel ringraziarmi e galante con mia moglie. Tutti i miei collaboratori erano andati via. Poi, quando stava per andarsene, ci invitò per il sabato sera. “Si è tra amici, si trascorre una serata insieme. E’ bello. Vi troverete bene”. Per la verità restammo sorpresi ed eravamo indecisi. Insistette e alla fine, sentito il parere favorevole di Lorella, accettammo l’invito. Ci diede dei dettagli sulla villa, l’orario e poi uscendo disse che ci teneva. Pensammo: che gentile! Ma sabato eravamo quasi pentiti di aver accettato l’invito. I soliti dubbi: chissà chi ci sarà. gente che non conosciamo e il problema di Lorella: che serata è, come mi devo vestire e così via. Alla fine io in giacca e cravatta che era il mio abbigliamento usuale e lei optò per tailleur blu con gonna attillata e giacca a vita; come intimo reggiseno e slip di pizzo neri ed i collant. Conoscevo quella villa distante una decina di km dalla città. Arrivammo che erano quasi le 21; suonai, il cancello scorrevole si aprì e dopo aver percorso un vialetto lungo una trentina di metri arrivammo all’ingresso dove i padroni di casa, marito e moglie, si fecero trovare. I soliti convenevoli e tanta gentilezza. In un grande salone elegantissimo era già presente un’altra coppia che conoscevamo di vista: il primario dell’ospedale e la moglie. Stessi convenevoli: saluti e presentazioni. Quello che ci colpì tanto erano 5 divanetti biposto sistemati a cerchio e nel mezzo un ampio tavolinetto, basso da salotto, sul quale erano sistemati vari tipi di pasticcini, cioccolatini e champagne. Prendemmo posto. Ogni coppia in un divano e i padroni di casa ci invitarono a servirci. Nel giro di 10 minuti arrivarono le altre due coppie. Mentre la padrona di casa, al contrario del marito, non era originaria della nostra città, come non lo erano il primario e la moglie, le due coppie che arrivarono dopo erano formate da persone conoscenti: la prima, lui magistrato e lei, ai tempi la più bella e corteggiata del liceo, dottoressa analista. La seconda, lui avvocato e assessore comunale e lei direttrice di scuola. Eravamo tutti coetanei: oggi, dopo un anno, posso dire che, considerando tutte le 17 coppie, la lei più giovane è la padrona di casa, 49 anni, la meno giovane, non presente quella sera, 57 anni. Tra gli uomini 51 anni il più giovane e 60 il meno giovane. Tra pasticcini, cioccolatini e qualche coppa di champagne si parlò di politica, della nostra città, di programmi televisivi e noi, francamente, ci trovavamo a nostro agio finché, dopo una mezza oretta, il padrone di casa disse: “Allora che facciamo? Procediamo?”. Tutti sapevano cosa volesse dire tranne noi e, man mano che preparava i bussolotti con i nomi, mettendo quelli femminili in una coppa e quelli maschili in un’altra coppa, ci guardammo con atteggiamento interrogativo cercando di capire. Primo nome maschile estratto quello del primario; primo nome femminile estratto quello della dottoressa analista moglie del magistrato. Si alzarono, il padrone di casa augurò loro una buona serata e si diressero su al piano superiore. Lorella ed io ci guardammo increduli. Più chiaro di così? Il secondo nome maschile estratto fu proprio quello del padrone di casa, quello femminile la direttrice di scuola moglie dell’avvocato. Naturalmente aspettarono che lui terminasse la procedura del sorteggio. Il terzo nome maschile estratto fu quello dell’avvocato, quello femminile Lorella. ci guardammo; avremmo potuto mandare tutti a quel paese e tornarcene a casa, invece, forse per paura di apparire due bigotti, ci lasciammo trasportare. Vidi mia moglie salire le scale più che imbarazzata a fianco dell’avvocato e mi sentii preso dalla gelosia. Pur non di meno, cercando di essere normale, seguii il seguito del sorteggio. Fu la volta del mio nome; la mia compagna la padrona di casa. Ci alzammo e salimmo le scale; un lungo corridoio e 5 camere da letto numerate. Passammo davanti alla numero 3 e mi ingelosii ancora: era quella dove si trovava mia moglie insieme all’avvocato. Noi entrammo nella numero 4. L’ultima coppia rimasta era quella formata dal magistrato e dalla moglie del primario. Nel caso in cui nell’estrazione capitasse l’accoppiata marito e moglie, non era valida e si procedeva di nuovo. Per un bel po non pensai più a niente. Che troia la padrona di casa! Dopo i preliminari e un 69, durante il quale ebbe due orgasmi, mi chiese se avessi voluto usare il preservativo. Sul comodino ce ne erano a bizzeffe. Senza aspettare la mia risposta disse che a lei piaceva senza. Fui d’accordo. A quanto pare non ne usava nessuno. Tra una coppa di champagne ed un’altra, tra una sigaretta ed un’altra, scopammo alla grande senza negarci nulla. Mi ero dimenticato di mia moglie fino a quando, a mezzanotte, non mi disse che era tempo di prepararci e di scendere giù. Facemmo la doccia insieme. Era un’abitudine in quanto le docce erano abbastanza ampie. Ancora lì qualche palpata. Ci ritrovammo tutti giù. Niente commenti, allusioni e quant’altro. Mia moglie non era affatto sconvolta e, anzi, trovandola già giù, mi accolse con un sorrisino. Nemmeno in auto, sulla via del ritorno, vi furono commenti tra di noi. Completamenti muti, solo, come era normale che fosse, grande imbarazzo. Niente commenti neanche nei giorni che seguirono. Il mercoledì seguente, durante la cena, le chiesi: “Per sabato sera cosa dobbiamo fare? Dobbiamo prenotarci entro domani se dobbiamo andare alla villa” “Tu che ne dici?” “Se vuoi tu ci andiamo” “Che facciamo? Almeno passiamo una serata”. E di serate li ne passiamo ancora tante. Mi scopo tutte quelle signore che abbiamo conosciute quella prima volta e altre: La moglie di un alto funzionario della Prefettura, la moglie del vice sindaco, la moglie del più grande concessionario di auto della provincia, la moglie di un farmacista e lei stessa farmacista, la moglie di un noto commercialista, le mogli di due notai. Naturalmente tutti costoro si scopano mia moglie. Tutto rimane nell’intimità della villa. Capita spesso, in una cittadina come la nostra, di incontrarci, o per caso o per motivi inerenti la propria attività, mai una parola. Solo cordialità e amicizia. Non so le altre coppie, ma Lorella ed io non ne parliamo nemmeno tra di noi. Più frequentavamo la villa sempre meno era l’imbarazzo del dopo o eventuali rimorsi, ammesso che ce ne siano stati. Recentemente, nel prenotarci, il cerchio era già chiuso, nel senso che le coppie erano già 5. Il sabato sera, già a letto, pensammo di trascorrere la domenica recandoci in un paese distante un centinaio di km dove, in occasione dei festeggiamenti del Santo Patrono, vi erano organizzate diverse manifestazioni. “Intanto scopiamo, facciamo finta di essere alla villa” le dico palpandola. Sorride. “Si, alla villa. Non saresti con me” “Nemmeno tu con me. Chissà quale cazzo avresti in bocca in questo momento”. Ride ancora. Insisto: “sono sicuro che li fai morire con i tuoi pompini”. Ride ancora. “Che ne sai? E tu allora?”. Insomma, tra una scopata ed un’altra, tra un pompino ed un altro ed un 69 ed un altro, per la prima volta ci lasciamo andare eccitandoci come due porci. Dunque partiamo di buon mattino. Una giornata splendida, tanto che siamo vestiti come se fossimo in piena estate. Lei, addirittura non indossa nemmeno le calze. Dopo aver visitato mostre e fiere di ogni tipo arriviamo in un piazza dove sono in mostra auto d’epoca. A chi incontriamo? Il concessionario e la moglie, la coppia che frequenta come noi la villa. (Per opportunità da questo momento li chiamerò Valerio e Stefania) Non sono soli, bensì con un’altra coppia alla quale lui illustrava i pregi della sua ferrari anni 60. Appena ci vedono e gli sguardi si incrociano, ci salutano alzando il braccio e ci fanno segno di avvicinarci. Ci chiedono come mai ci trovassimo li ci salutiamo baciandoci sulle guance. Premetto che con Stefania mi era capitato, a seguito sorteggio, di scoparci 2 volte; Lorella con Valerio mi pare di più, 3 o 4 volte se non ricordo male. Ci presentano Arturo e Luisa, l’altra coppia, i quali sono del luogo e con i quali sembrano molto amici. Valerio anche a noi parla della sua ferrari e poi mentre io sto ammirando una vecchia balilla, poco distante, noto che Arturo e Valerio discutono guardando le nostre mogli che parlano tra di loro. Ho l’impressione che stiano parlando di Lorella. Quando, dopo qualche minuto, siamo tutti riuniti e noi stavamo congedandoci per continuare il nostro giro e poi magari pranzare in qualche trattoria, ecco che Arturo ci invita a restare con loro e, come già in programma, unirci a loro per una bella spaghettata nella loro casa. Tutti insistono perché accettassimo e cosi poco dopo, sono quasi le 13,30, siamo a casa loro proprio li vicino in una stradina del centro storico del paese. Mi sento strano ed eccitato. Intanto a guardare mia moglie: camminando il suo vestito leggermente a svasare, poco sopra le ginocchia, va da destra a sinistra e viceversa mettendo in mostra le sue belle cosce; Luisa, una gran bella donna coetanea, mora, capelli lunghi e occhi neri, che muovendosi sensualmente mette in mostra le sue curve messe in evidenza da una gonna attillata. Ma quello che mi eccita di più e il comportamento di Stefania nei miei confronti: è come se con gli occhi mi invitasse a scoparla. Dall’ultima volta che siamo stati insieme alla villa sono trascorsi più di 3 mesi e quella volta è stata 2 ore a godere e farmi impazzire. Forse sta ricordando come l’ho inculata: supina, cosce e bacino ripiegati su se stessa e il mio cazzo tutto dentro il suo culo. Lo voleva sempre più dentro e godeva, anche perché con le sue mani, tra i nostri corpi, si masturbava violentemente. A Tavola in allegria: Spaghetti, aglio, olio e peperoncino. Vino rosso a volontà e poi tanta frutta. Ho capito benissimo, da certe allusioni, che loro sono più che amici e sono sicuro che qualcosa succederà anche perché Arturo e Luisa sanno che io e Lorella ci stiamo, altrimenti non ci avrebbero invitato a casa rischiando di non scambiarsi con Valerio e Stefania. Si inizia a scherzare: Arturo ha la testa a mia moglie perché per lui è nuova; Luisa inizia a giocare con Valerio, anche se probabilmente vorrebbe con me, ma capisce che resterebbe l’accoppiata Valerio-Stefania, marito e moglie. Stefania ne approfitta e fregandosene di tutto e di tutti viene a sedersi sulle mie cosce. Il peperoncino ed il vino fanno un certo effetto su tutti e così mentre ci slinguiamo e le accarezzo le cosce, lo sguardo mi va su mia moglie che già ha il cazzo di Arturo in mano e glielo mena; addirittura sento i gemiti di Luisa che se la sta facendo leccare da Valerio. Ben presto siamo tutti nudi e mentre Arturo e Lorella si fanno un 69 e Luisa lo prende subito nella fica, io lecco Stefania, gode mentre ascolto l’orgasmo di mia moglie e i gemiti di Luisa. Mi spompina per un minuto e poi lo vuole subito nel culo. Capirete cosa succede in quella stanza: orgasmi più che palesi, grida da parte di una troia che lo vuole ancora più dentro, grida da parte di un’altra troia che non ne può più e vuole la sborra in bocca, grida da parte di un’altra troia, quella che è con me, che vorrebbe pure le palle dentro il culo. Siamo tutti presi da non so cosa e, nonostante noi uomini avessimo già sborrato, le troie ci mantengono sempre in tiro perché sistemandoci, poi, tutti a terra su di un tappeto, capita che uno di noi si ritrovi con due fiche a disposizione e una di loro con due cazzi a disposizione. Ed è proprio in questi frangenti che mi rendo conto che non avrei mai potuto pensare che mia moglie si potesse concedere in questo modo: la potevo mai pensare con un cazzo nella fica ed un altro in bocca? E con due cazzi fra le tette? E con un paio di palle in bocca mentre un altro cazzo le rompe il culo? Certo, Stefania e Luisa non sono da meno, ma loro non sono mogli mie. Sentite Luisa, dopo averla scopata in bocca mentre suo marito la inculava, chiedo da bere qualcosa di fresco. Mi accompagna in cucina e, mentre bevi un bicchiere di coca, mi prende il cazzo moscio in mano, me lo mena e dice: “Che bel cazzone (In effetti dei tre era il più lungo e grosso) ricordati che ancora non ho avuto il piacere di prenderlo in culo” “Se me lo rimetti a posto con un pompino….” Sorride come per dirmi . Ci avviamo e prima di uscire dalla cucina mi ferma: “Se vuoi qualche volta puoi venirmi a trovare” dice. Nella stanza troviamo Stefania che spompina suo marito e Lorella che cavalca Arturo. Luisa mi fa un gran pompino e poi si mette alla pecorina e mi ricorda che la devo inculare. Stefania adesso ha sete lei e dice di andare in cucina. Io e Luisa siamo vicini ad Arturo e mia moglie, la quale gode mentre Luisa sussurra: “Ohoo! Siii! Che cazzo! Mi spacchi tuttaaaa”. Quanto sento mia moglie chiamare Valerio: “Perché mentre non mi sfondi il culo? Dai inculami, ne voglio provare due assieme”. Al che si china in avanti offrendo il culo a Valerio il quale, senza farsi pregare ancora glielo schiaffa dentro e lei grida di piacere. Avrei mai potuto pensare una cosa del genere? Anche Luisa gode. Ma poi l’esperienza della doppia penetrazione se la gustano pure Luisa e Stefania. Ma per loro non era la prima volta. Ci fanno fare pure la doccia. Che siamo alla villa? Poi ci dividiamo: Valerio e Stefania ritornano in piazza dove avevano la loro ferrari; Luisa resta a casa e Arturo accompagna noi al posteggio dove avevamo lasciato la nostra auto. Ci salutammo e partimmo. Questa volta le impressioni ce le siamo scambiate, e che impressioni!

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